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ToggleClassificazione del cloud computing
Con il continuo sviluppo delle tecnologie di rete, il cloud computing è diventato una delle tecnologie informatiche emergenti degli ultimi anni. Ma cos’è esattamente il cloud computing? In parole povere, la tecnologia del cloud computing è in grado di elaborare decine di migliaia di dati in un breve lasso di tempo per fornire servizi di rete altamente performanti.
Il cloud computing è una forma di elaborazione distribuita che consiste nel suddividere programmi di elaborazione di grandi quantità di dati in innumerevoli piccoli programmi attraverso la rete “cloud”, per poi elaborare e analizzare tali piccoli programmi tramite un sistema composto da più server. Il programma ottiene i risultati e li restituisce all’utente.
L'affermarsi del cloud computing offre numerosi vantaggi alle organizzazioni e ai privati, tra cui la possibilità di accedere a qualsiasi software o risorsa da qualsiasi dispositivo senza doverlo installare localmente. I clienti possono acquistare e utilizzare queste risorse in base alle proprie esigenze, in qualsiasi momento e ovunque, in modo flessibile, rapido e pratico. Il cloud computing offre una gestione elastica delle risorse ed è in grado di garantire la massima sicurezza dei dati.
A seconda della modalità di implementazione e dell’ambito di applicazione dei servizi di cloud computing, il “cloud” viene generalmente suddiviso in tre categorie: cloud pubblico, cloud privato e cloud ibrido.
1. Cloud pubblico
L'ambiente cloud utilizzato da molte aziende e da singoli utenti è denominato cloud pubblico. In questo modello, gli utenti non devono possedere né gestire l’infrastruttura. Esso offre un modello di condivisione delle risorse per un’ampia gamma di utenti esterni. Nel cloud pubblico, tutti gli utenti condividono una risorsa pubblica, fornita da una terza parte, come Amazon, Alibaba Cloud, Tencent Cloud, Huawei Cloud, ecc.
Chiunque può acquistare e utilizzare le risorse offerte dal fornitore di servizi cloud in base alle proprie esigenze, e anche i dati dell’utente vengono archiviati presso il fornitore di cloud pubblico. Da un punto di vista tecnico, non è possibile garantire completamente la sicurezza dei dati. La questione va considerata esclusivamente da una prospettiva commerciale: offre agli utenti un modo semplice, comodo ed economico per passare al “cloud”.
2. Cloud privato
Se alcune aziende utilizzano servizi cloud e il cloud pubblico non è in grado di garantire la sicurezza dei dati, allora creano un cloud interno per uso proprio, in modo che i dati siano controllabili, sicuri e protetti. Questo si chiama cloud privato.
Pertanto, i requisiti fondamentali del cloud privato non sono solo il miglioramento della potenza di calcolo, ma anche la sicurezza e l’affidabilità. Allo stesso tempo, però, comporta elevati costi tecnici, di personale e aziendali, oltre a una scarsa efficienza nell’utilizzo delle risorse.
3. Cloud ibrido
Gli utenti possono scegliere diverse modalità in base alle proprie regole e politiche, a seconda delle proprie esigenze. I cloud privati vengono utilizzati per i dati aziendali fondamentali, mentre i cloud pubblici sono destinati alle attività meno impegnative. Questo rappresenta il modo più conveniente in termini di costi. I requisiti tecnici e funzionali del cloud ibrido sono relativamente completi ed è adatto principalmente a istituzioni finanziarie, enti governativi, grandi imprese, ecc.
Con il rapido sviluppo del cloud computing, sono emerse numerose forme di cloud derivate, in base alle diverse esigenze degli utenti:
Cloud gestito
Poiché i costi di manodopera e materiali necessari per la realizzazione di un cloud privato sono troppo elevati e l’utilizzo dei cloud pubblici comporta rischi per la sicurezza, è stato sviluppato un “cloud gestito” basato sui cloud pubblici. Si tratta di un cloud privato realizzato dalla stessa sala server dell’IDC (Internet Data Center). Può essere affittato agli utenti su richiesta e supporta l’espansione. Gli utenti non devono acquistare le apparecchiature autonomamente. Possono gestirlo autonomamente oppure affidarne la gestione ai fornitori di servizi. Gli utenti possono utilizzare le apparecchiature, ma i diritti di proprietà appartengono al fornitore di servizi.
cloud privato
E se la stessa macchina venisse noleggiata a più fornitori di servizi IDC e la sicurezza non fosse garantita? Per assicurarsi che l’host fisico noleggiato sia utilizzato esclusivamente dall’utente stesso, è nato il “cloud dedicato”.
Cloud industriale
Alcune società finanziarie temono di utilizzare i cloud pubblici, pertanto un determinato istituto finanziario crea un proprio “cloud” (cloud di settore) destinato all’uso da parte dei propri omologhi. In questo modo nasce un “cloud finanziario”, che consente di risparmiare denaro e garantisce la sicurezza. Allo stesso modo, esistono anche il “cloud governativo”, il “cloud per l’istruzione”, il “cloud logistico”, il “cloud per i videogiochi” e così via.


